febbraio 25, 2016 Eventi

“Nun c’è trippa pe li gatti”

trippa

Sapete cos’è un quinto quarto?
Il quinto quarto è l’eccedenza della bestia vaccina o ovina; dopo che le parti pregiate, ovvero i due quarti anteriori e posteriori, sono stati venduti ai ricchi signori, il rimanente è l’eccedenza: trippa, rognoni (i reni), cuore, fegato, milza, animelle, cervello, lingua e coda.
Tra i piatti più tipici e diffusi della cucina “povera” romana troviamo: la coda alla vaccinara, con pomodoro e sedano, i saltimbocca alla romana, lo stufatino alla romana.

La maggior parte dei piatti della cucina romana o romanesca,trovano la loro origine nel popolo di Roma e del Lazio.

Infatti è una cucina essenzialmente povera,non ricercata ma molto saporita e particolare. Può essere considerata una cucina di necessità, dove anche le parti meno pregiate di un animale, venivano utilizzate e trasformate in quei piatti, oggi famosi in tutto il mondo.

Oggi vogliamo parlarvi della Trippa alla romana.

La trippa nel corso degli anni ha subito una vera e propria evoluzione gastronomica, da alimento povero, oggi si è trasformata in un piatto nobile, rivisitato dai migliori chef ma sempre conservando le sue radici intatte.

La ricetta base della trippa, è unica, ma ovviamente subisce numerose variazioni (la trippa è uno dei piatti con maggiori variazioni a livello regionale e di ingredienti), di seguito ve ne citeremo un pò giusto per farvi capire meglio:

Trippa con sugo, trippa legata con uova, trippa alla corsa, polpette di trippa, trippa alla fiorentina, lampredotto, trippa alla toscana/reggiana/parmigiana/bolognese, trippa alla fraschetta, trippa alla romana, trippa alla trastevere e molte altre ancora.

trippa-cruda-600x600

Che cos’è la trippa?
Non è altro che l’apparato digerente del ruminante formato da tre pre-stomaci:

  1. il rumine o panzone, enorme serbatoio della capacità di 100-150 litri nei bovini adulti, con numerose papille;
  2. il reticolo o cuffia, di forma globosa, ha la capacità di 6-7 litri nei grandi ruminanti;
  3. l’omaso o libro o foglietto o centopelli, che ricorda le pagine di un libro.

nei quali i foraggi ingeriti dopo la masticazione sostano per essere ruminanti.

slide_3

Forse non sapete che:

Il famoso detto romano nun c’è trippa pe’ li gatti è stato coniato verso i primi del ‘900 dal primo cittadino dell’epoca Ernesto Nathan (politico italiano e sindaco di Roma dal novembre del 1907 al dicembre del 1913), allorché si accingeva a eliminare dal bilancio delle spese di Roma una voce di spesa per il mantenimento di una colonia di felini randagi.

Come si prepara la trippa alla romana?

Senza dilungarci nel solito elenco di ingredienti e consigli su come cucinarla al meglio, vi facciamo presentare questo fantastico piatto da una romana doc: La Sora Lella

 

Vi lasciamo con due piccoli e semplici consigli:

Quando comprate la trippa dal vostro macellaio di fiducia o la prendete sottovuoto al banco frigo del supermercato, anche se già pulita, lavatela sempre bene prima di iniziare a cucinare; Una volta che avrete finito di prepararla invece, servitela con una bella spolverata di pecorino abbondante (e questo lo dice anche la Sora Lella nel video) e un’altra spolverata di mentuccia romana “che ne sgrassa, con la freschezza, l’untuosità”.

ricetta-trippa-romana-660x330
Un popolo, se è grande, lo è anche grazie a una cucina che sappia valorizzare colori, sapori, gusto” e noi romani ne sappiamo di cucina.

Buona appetito!
La Pampa

Back to top